- Posso mandare SMS promozionali ai miei clienti senza consenso?
- No. Per gli SMS promozionali serve il consenso preventivo, come prevede l'articolo 130 del Codice Privacy insieme al GDPR. L'eccezione che permette di scrivere ai clienti che hanno già acquistato, il cosiddetto soft spam, vale solo per l'email, non per gli SMS. Gli SMS di servizio legati a un rapporto in corso, come la conferma di un appuntamento, sono un'altra cosa.
- Cos'è l'alias e perché va registrato?
- L'alias è il nome del mittente che compare al posto del numero, fino a 11 caratteri. In Italia va registrato nel registro dell'AGCOM, tramite un fornitore di servizi SMS autorizzato, come previsto dalla delibera 12/23/CIR: serve a combattere le truffe con mittenti falsi. Un alias non registrato non può essere usato.
- Quanti caratteri ha un SMS?
- Un SMS standard ha 160 caratteri. Se il testo contiene emoji o caratteri speciali il limite scende a 70. Oltre il limite il messaggio viene diviso in più parti, che si pagano tutte: un testo lungo o con un'emoji può costare il doppio o il triplo.
- Meglio SMS o WhatsApp?
- Dipende dal messaggio e dal destinatario. L'SMS arriva su qualunque telefono senza app e senza connessione dati, ed è ideale per comunicazioni brevi e urgenti. WhatsApp permette immagini, bottoni e risposte, ma richiede che il cliente lo usi e abbia accettato messaggi da te. Molte aziende usano entrambi, scegliendo il canale per ogni cliente.
- Ogni quanto si possono mandare SMS promozionali?
- Non c'è un numero fisso, ma c'è un limite pratico: quando i messaggi smettono di essere utili, i clienti chiedono di non riceverne più. Per la maggior parte delle attività due o tre campagne al mese, ben mirate, sono il massimo. Gli SMS di servizio si mandano invece quando servono.